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Non è mai troppo tardi per riparare
La cooperativa Valdue conduce un progetto di riqualificazione professionale per detenuti
Apparso su "Nuovo progetto", marzo 2004.
Prendi ad esempio un carcere. Quello delle Vallette, per dire. I detenuti qui non sono diversi da quelli di tutto il mondo: uomini e donne dal percorso esistenziale tormentato, per le ragioni più diverse, storie cariche di responsabilità dirette e colpe altrui. Il più delle volte, in ogni caso, persone che già al momento della carcerazione non erano in possesso di una professione. E il periodo di detenzione ha tolto loro tutto il resto: niente più contatti, non più il minimo di abitudine e attitudine al lavoro, nessuna prospettiva. In compenso la macchia del sospetto, “quello lì è stato in galera!”, non gliela toglie nessuno. Il momento della scarcerazione è dunque il passaggio più delicato: sognato per anni, rischia di offrire una opzione sola, la stessa vita di prima. A meno che…
A meno che non intervenga una cooperativa, Valdue nel nostro caso, ad allestire un progetto come “Siediti”, laboratorio di produzione di arredi urbani che costituisce l’unico percorso di riabilitazione professionale del circuito carcerario piemontese. La convenzione tra Valdue e la direzione della Casa circondariale delle Vallette ha consentito di varare il progetto “Siediti” a maggio del 2003, concedendo in comodato 300 mq di laboratorio coperto. Già alla fine dell’estate la falegnameria lavorava a pieno regime, completamente attrezzata con macchinari procurati dalla cooperativa. L’officina produce panchine (di qui il nome “Siediti”, che non è un invito a prendersi pause troppo lunghe) ed elementi di arredo urbano, venduti a termine produzione a enti pubblici e ditte private. Sono al lavoro 5 operai detenuti, il cui impegno è regolarmente compensato dalle borse erogate dalla cassa fondi comunitari Equal/Cartesio, coordinati da un maestro d’opera, addetto alla formazione del personale. Valdue ha assunto, al momento, a tempo indeterminato l’ex detenuto che ha terminato per primo il periodo di borsa lavoro. Il secondo, verrà assunto come lavoratore all'interno del carcere, perché non ha concluso ancora la pena.
L’inserimento lavorativo è la missione della Cooperativa Valdue. Rendere autonomo il detenuto in formazione e quando, in accordo con la persona e con i servizi di provenienza, si ritiene sia pronto per “l’uscita”, inizia la fase di ricerca di una nuova azienda, sia all’interno della rete di cooperative, sia verso il profit. L’abitudine al lavoro, alla concentrazione, alla puntualità hanno in sé un aspetto “terapeutico” capace di educare tanto al reinserimento lavorativo quanto a quello, forse più importante, nel tessuto sociale. Gli obiettivi di “Siediti” sono ambiziosi ma imprescindibili: lavorare sulle motivazioni, sulla capacità al lavoro in gruppo, sulla disponibilità ad apprendere, verificare la manualità e la precisione nell’esecuzione. Da un tale lavoro di rieducazione dovrebbe emergere la figura professionale di un operaio specializzato nell’uso di macchinari di base, attento ai tempi di produzione e alla qualità del prodotto.
“Esportare” una attività produttiva già rodata, come quella di Valmon (cooperativa di cui Valdue costituisce uno spin-off), con una propria organizzazione, una propria storia, all’interno di un mondo complesso e difficile come quello carcerario è una scommessa ambiziosa e “rischiosa”, che si può reggere solo sulla convinzione che lo strumento dell’impresa sociale possa rispondere ai bisogni che emergono via via. Certo non bastano disponibilità e spontaneità: è necessario che si crei un sistema di formazione che fornisca strumenti utili a vivere l’esperienza cooperativa nell’interesse sia di chi lavora alla produzione sia di chi riceve il prodotto finale.
Anni fa in una ricerca sulla cooperazione sociale il prof. Borzaga diceva che “la cooperazione poggia su un insieme di idee, quali ad esempio la mutualità, la solidarietà, una giusta distribuzione dei guadagni e delle perdite, il self-help, l’unione di più persone che hanno lo stesso problema, la priorità dell’uomo sul denaro, il concetto che la società non sia strutturata sullo sfruttamento altrui e perfino la ricerca dell’utopia”.
Data: 02-07-2004 15:31:25 Publisher: ufficiostampa







