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Enzo B: la ricostruzione della “maternità”, l’ippoterapia, le adozioni internazionali
L’associazione Enzo B nasce nel 1991. Il nome è quello di uno dei primi ragazzi con problemi di tossicodipendenza avviati al lavoro nel mondo della cooperazione sociale.
Alcuni soci colgono l’opportunità di utilizzare l’area di proprietà comunale confinante con il parco Colonnetti di via Onorato Vigliani 104, a Mirafiori Sud, per la realizzazione di un progetto che vede coinvolti sei nuclei familiari e singoli. La ristrutturazione dell’edificio in muratura, destinato ad ospitare la comunità residenziale per minori con problemi di tossicodipendenze, realizza cinque “soluzioni abitative” per i volontari ai quali si appoggiano dieci mini-alloggi per accoglienze di breve periodo, una struttura comune per attività diurne, un edificio per la realizzazione di un maneggio coperto dove realizzare interventi di ippoterapia.
In questi anni Enzo B ha definito la propria natura di associazione familiare. Le famiglie si uniscono nella loro azione volontaria al fine di essere risorsa e con lo scopo di produrre beni relazionali sia per chi li produce (le famiglie stesse) sia per le persone accolte.
L’ accoglienza
Lo spazio è pensato per l’accoglienza ai nuclei familiari composti da donne con bambini. Piccole case da due o tre stanze autonome che garantiscono un livello minimo di comfort e privacy, uno spazio comune di svago e intrattenimento, locali ad uso comune per lavanderia e stireria. L’arredamento e la dotazione stessa delle casette è pensata per rispondere per quanto possibile al meglio alle esigenze di una mamma dei suoi figli grandi o piccoli che siano.
Si è pensato ad accoglienze di medio/lungo periodo che quindi non siano più brevi di sei mesi e non superino, di norma, i quindici mesi.
Per l’associazione la centralità è data ai minori all’interno dei nuclei accolti: garantire ai bambini le condizioni di normalità, la frequenza scolastica, la socializzazione, la cura e igiene personale, la tutela della salute.
L’intervento, quindi, non può prescindere dalla comprensione della figura materna e dal rapporto con essa. Le madri che entrano nel percorso comunitario, per la quasi totalità, provengono da una esperienza fallimentare e a volte traumatica di coppia che, se da un lato, rileva una sostanziale incapacità di rielaborazione del fallimento del rapporto, dall’altro, presenta una forte tendenza a riallacciare o riaprire nuovi rapporti con l’altro sesso o in modo opposto a negare qualsiasi forma di relazione. Questa contraddizione fra ruolo di madre ed il proporsi come nuova compagna crea immancabilmente tensioni e il rifiuto dei limiti naturali ed ovvi che il ruolo di madre impone. È necessaria dunque un’incisiva mediazione tra le istanze di rivendicazione della sessualità e le responsabilità del ruolo di madre.
Oggi Enzo B gestisce, oltre alle comunità residenziali, anche un maneggio con le relative attività di ippoterapia, ed è divenuto recentemente ente per le adozioni internazionali.
http://www.consorzioics.it/coops_dett.php?coops_id=22
Se vuoi sostenere questo progetto puoi effettuare un versamento al numero di conto corrente postale 53182051, intestato a Consorzio ICS specificando nella causale del versamento il nome del progetto.







